La globalizzazione è una delle più grandi trasformazioni della storia dell’umanità: è un processo che è solo all’inizio ma che già ha sconvolto tanti aspetti delle nostra vita, dai più semplici ai più complessi. Chi ha qualche anno in più sulle spalle cerca ogni giorno di adattarsi al cambiamento, mentre le nuove generazioni sono del tutto a loro agio, immersi in un mondo digitale, connesso, veloce, mutevole.

Il mondo globale si è fatto più piccolo e questo ha impresso un cambio di marcia a tanti settori: ad esempio il lavoro di ciascuno di noi non è più quello di una volta e come consumatori abbiamo a disposizione una quantità di prodotti che non ci saremmo mai immaginati solo qualche anno fa. Soprattutto sui prezzi poi c’è stata una generale corsa al ribasso per effetto della presenza di colossi della produzione che operano sui mercati internazionali, tagliando i costi del lavoro e delle materie prime.

Ovviamente il mondo dell’arredo non è sfuggito a questo cambiamento, anzi ne è forse uno degli esempi più lampanti.

Una volta gli elementi di arredo delle nostre case erano scelti con oculatezza, specie in occasione dei momenti importanti della vita di una famiglia, rivolgendosi a produttori o artigiani di cui si conosceva la storia e in cui si riponeva fiducia. In sostanza si badava molto alla qualità, dando per assodato che questa avesse un giusto costo.Oggi invece i grandi marchi internazionali dell’arredamento hanno portato nelle nostre case una enorme quantità di prodotti, seducendoci innanzitutto con la promessa del risparmio. Acquistare un mobile è diventato un’esperienza di shopping che si fa con la stessa leggerezza con cui si acquista un capo di abbigliamento destinato a durare una stagione.

Certo è davvero allettante vedere quelle cifre così basse messe in bella evidenza a caratteri cubitali sopra la foto del divano, della cucina o del tavolo e quando usciamo dal grande magazzino con il bagagliaio pieno ed il portafoglio non ancora del tutto vuoto siamo subito convinti di avere fatto un affare. Ma se non ci limitiamo al momento esaltante dell’acquisto e lasciamo passare un po’ di tempo, la nostra percezione del risparmio cambia completamente: entra infatti in gioco un fattore determinante e cioè la durabilità di un prodotto.

Nel mondo del design e dell’arredo costruire prodotti affidabili e che durino significa molte cose, tutte ugualmente importanti.

Significa avere una conoscenza profonda dei materiali: per poter selezionare solo quelli giusti per ogni specifica funzione, con le migliori caratteristiche e le migliori finiture. Significa avere le abilità tecniche per realizzare ciascun oggetto ai massimi livelli di qualità, e non è che queste capacità si acquisiscano dall’oggi al domani: serve una storia alle spalle ed una esperienza specifica nel settore. Significa, ultimo ma non ultimo, avere in mente la durabilità di prodotto fin dal suo progetto, dalla sua idea originaria: perché durare vuol dire anche non stancare con le forme, i colori o i materiali; vuol dire non seguire le mode o le tendenze ma superarle ed anticiparle.

Non è quindi la sola voce di spesa a fare il risparmio: il tempo, la durabilità e la qualità generale di un prodotto influiscono in maniera di gran lunga superiore e non possono non essere tenuti in considerazione.

Fortunatamente anche nel mondo globalizzato la qualità non ha smesso di essere un fattore determinante nelle scelte di acquisto, e per quanto i colossi del settore abbiano tentato di mettere in ombra le aziende che investono in qualità, esiste ancora un mondo fatto di imprese solide, con storie importanti alle spalle e che credono nell’importanza del progetto e nella costruzione di un rapporto di fiducia con il cliente.